Árpád Weisz 4°MU – MOB
Tra Memoria e Spirito Olimpico
In occasione della Giornata della Memoria 2026 e nell’atmosfera dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, la classe 4°MU-MOB ha vissuto una mattinata diversa dal solito. I ragazzi si sono recati al Teatro Elfo Puccini di Milano per assistere allo spettacolo “Árpád Weisz. Se il razzismo entra in campo”, proposto dall’Associazione Giardino dei Giusti – Gariwo.
Un genio del calcio cancellato dalla storia
Scritto e interpretato da Gianfelice Facchetti, il monologo ha ripercorso la vita straordinaria di Árpád Weisz. Ungherese ed ebreo, Weisz fu un gigante del calcio italiano anni ’20 e ’30: vinse tre scudetti (con l’Inter/Ambrosiana e il Bologna) e portò il Bologna ai vertici europei. Fu un vero visionario: inventò gli schemi tattici, introdusse il ritiro e scrisse il manuale “Il giuoco del calcio”, ancora oggi attuale. Un uomo di sport amato e stimato, che curava non solo la tecnica ma anche l’unità dello spogliatoio.
Contro l’indifferenza e gli stereotipi
Tuttavia, il talento non bastò a salvarlo. Con le leggi razziali del 1938, nell’indifferenza generale del mondo del calcio che tanto aveva contribuito a far crescere, Weisz fu costretto alla fuga e infine deportato ad Auschwitz, dove morì. La sua storia è stata per la classe uno spunto potente per riflettere sul rapporto tra sport e Shoah, ma soprattutto sugli stereotipi che ancora oggi possono “entrare in campo”. Una mattinata arricchente che ha dimostrato come il teatro possa essere un’aula complementare ai banchi di scuola, capace di emozionare e insegnare allo stesso tempo.


